35,10,0,50,1
3,600,60,2,250,2500,25,800
90,150,1,50,12,30,50,1,70,12,1,50,1,1,1,5000
0,1,1,1,2,40,15,5,2,1,0,20,0,0
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E’ iniziato domenica a Ferrara il campionato Flag Senior, per l’ultimo anno denominato Open, cioè aperto a maschi e femmine, mentre dalla prossima stagione i campionati maschile e femminile saranno completamente separati e distinti. Già da questa stagione i Minotauri hanno gioco forza suddiviso le compagini maschile e femminile iscrivendole entrambe ai rispettivi campionati e, in attesa della finale di Coppa Italia di domenica prossima e dell’inizio del campionato F3 per le Driadi, previsto per fine luglio, è toccato proprio agli uomini scendere in campo, con una formazione imbottita di Under 17 tra le più giovani del torneo.
Il solito calendario abbastanza impegnativo metteva di fronte ai giovani torinesi i Leoni Friuli Venezia Giulia ed i Braves Bologna, due squadre giunte alla Final Eight la scorsa stagione, ed il super team Nador Ferrara, espressione della fusione tra le squadre di Parma e Ferrara nelle cui fila oltre al quarterback titolare dei Panthers Parma Tommaso Monardi faceva capolino anche Kevin Durham, ricevitore con un recente passato NFL nei Detroit Lions.
Nonostante tutto i Minotauri hanno venduto cara la pelle in tutte e tre le partite, arrivando ad un soffio dal successo contro i Braves, sfuggito a 2 secondi dalla fine.

La prima partita contro i Leoni ha visto i Minotauri portarsi sorprendentemente in vantaggio 13-0 grazie ad un touchdown di Castagnone trasformato da lui stesso da un punto ed uno di Lovisolo, entrambi arrivati su passaggio di Simone Regaldo. Con la difesa torinese a fare ottima guardia grazie agli intercetti di Stefano Regaldo e Alessandro Maizzi, i Leoni stentavano assai, ma allo scadere del primo tempo trovavano il guizzo per pareggiare i conti sul 13-13. Nella seconda frazione di gioco, però, la maggior caratura tecnica dei giuliani faceva la differenza, ed i Leoni segnavano 26 punti, mantenendo la propria end zone inviolata, per il 39-13 finale.
Anche la “mission impossible” contro i Nador iniziava nel migliore dei modi, con i Minotauri che rispondevano colpo su colpo alle prodezze di Monardi. Alla segnatura iniziale dei padroni di casa rispondeva Chiesa su passaggio di Simone Regaldo, ed era ancora una combinazione Regaldo/Chiesa a recuperare anche la seconda segnatura dei Nador. La trasformazione di Incarbone impattava il punteggio, ma i Nador riuscivano a mettere ancora la palla in end zone per il 19-13 dell’intervallo. Al rientro in campo sembrava di assistere alla fotocopia del secondo tempo della partita con i Leoni, con i Nador che facevano il bello ed il cattivo tempo ed arrivavano in scioltezza sul 40-13. A questo punto i Minotauri avevano un moto di orgoglio e segnavano due touchdown con Incarbone e Chiesa, sempre su passaggio di Regaldo, inframmezzati da un’altra segnatura di Ferrara. La trasformazione da un punto di Catanzaro fissava ilò punteggio finale sul 47-26.
La terza partita della giornata aveva un andamento contrario alle due che l’avevano preceduta, con i Braves subito in fuga sul 13-0, scarto dimezzato dal secondo touchdown di giornata di Lovisolo, questa volta su passaggio di Chiesa prima che i Braves si riportassero di nuovo a due segnature di vantaggio prima della fine del primo tempo. Nel secondo tempo i Minotauri accorciavano subito con Chiesa, ma subivano nuovamente una segnatura. Con il punteggio sul 13-25 e poco meno di metà tempo da giocare, i Minotauri imbastivano una furiosa rimonta. Incarbone (trasformazione di Chiesa) accorciava le distanze, ed a 22 secondi dal termine il solito Chiesa si produceva in uno dei suoi fenomenali slalom per portare i torinesi in vantaggio di un punto. La trasformazione di Maizzi portava lo score sul 27-25. I Torinesi, pur tenendo abbastanza bene, concedevano un po’ troppo in difesa, lasciando pericolosamente avvicinare i bolognesi alla propria end zone. Quando sembrava fatta, però, a due secondi dalla fine arrivava la ricezione in end zone dei Braves che valeva la vittoria 32-27. Con due secondi sul cronometro i Minotauri si affidavano alle serpentine di Chiesa, che arrivava fino a metà campo dove veniva fermato con un fallo piuttosto evidente. Non abbastanza per la crew arbitrale che fischiava il termine della partita sancendo così la terza sconfitta per i Minotauri.

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